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Impianti videosorveglianza

La videosorveglianza è un settore della vigilanza elettronica che è particolarmente utilizzata nell’ambito della vigilanza privata in quanto permette di controllare a distanza un’area o un bene mediante l’utilizzo di telecamere. Questi sistemi hanno una duplice funzione: fornire in tempo reale le immagini dell’evento e consentirne successivamente la ricostruzione. Generalmente gli impianti di videosorveglianza vengono indicati con la sigla TVCC, acronimo di Televisione a Circuito Chiuso (TVCC) con cui si intende l’uso di telecamere che trasmettono il   segnale verso certi, ben delimitati, set di monitor e/o videoregistratori.

Le principali tipologie di telecamere per impianti di sorveglianza in commercio sono 4:

PTZ: si tratta di telecamere dotate di visione panoramica, che possono muoversi orizzontalmente (a destra e a sinistra), ingrandire o ridurre l’immagine e inclinarsi (muoversi verso l’alto e il        basso).  Possono inoltre ruotare fino a 360 gradi per inquadrare oggetti presenti anche al di sotto di esse;

Compatte: sono telecamere dotate anche di un obiettivo e un alimentatore. Per la loro installazione internamente necessitano di una staffa per il loro montaggio. Se installate in ambito esterno sono tipicamente collocate all’interno di un alloggiamento;

A cupola: sono telecamere semisferiche, garantiscono il tipo di sorveglianza più nascosto, sono indubbiamente infatti le telecamere che danno meno nell’occhio. Sono disponibili sia varianti per gli ambienti esterni, per interni che versioni antivandalo;

Bullet: si caratterizzano per il loro profilo elegante e la forma allungata. Possono essere utilizzate indifferentemente sia all’interno che all’esterno dello stabile. Spesso questo tipo di telecamere sono anche provviste di illuminazione ad infrarossi.

Impianti di videosorveglianza wireless

Gli impianti di sorveglianza wireless sono sistemi di videocontrollo che non richiedono il passaggio di cavi. Per il loro funzionamento è sufficiente avere a disposizione una telecamera, vicina ad una presa di corrente (o essere disposti a fare un minimo di canalizzazione), ed un router Wi-fi con connessione Internet. Il grande successo di questi impianti sta nella possibilità di visionare le riprese delle telecamere da un PC, un tablet o uno smartphone; ovvero potenzialmente ovunque ed in qualsiasi momento. In generale un impianto di videosorveglianza wireless funziona bene quando il segnale del router Wi-fi è disponibile nelle zone in cui vengono montate le telecamere: in ambienti vasti e case con muri spessi potrebbero verificarsi alcuni problemi di segnale.

Le tutele per i cittadini previste dal Garante della privacy nell’utilizzo di impianti di videosorveglianza

L’Autorità Garante della privacy ha deciso di intervenire con nuove regole che riguardano il    settore pubblico e quello privato al fine di proporre un uso ponderato ed efficace delle telecamere e di prevedere delle tutele per i cittadini nell’utilizzo di impianti di videosorveglianza. Numerosi sono stati infatti i reclami e le segnalazioni pervenute al Garante che lamentano un utilizzo crescente e non conforme alla legge di apparecchiature che rilevano immagini e suoni relative a persone      identificabili. Lo scopo è quello di conciliare le due contrastanti esigenze di tutela della privacy dei cittadini e di sicurezza passiva da garantire agli installatori delle telecamere.

E’ bene ricordarvi che gli impianti di videosorveglianza devono essere attivati solo residualmente, ovvero quando altre misure siano insufficienti o inattuabili e che la loro installazione è lecita solo se è proporzionata agli scopi che si intendono perseguire.

L’eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo ed i cittadini devono   sapere sempre e comunque se un’area è sottoposta a videosorveglianza. Questi impianti di videosorveglianza  non devono perciò violare la privacy dei cittadini e dovrebbero quanto più possibile attenersi al recente Codice in materia di dati personali approvato.

 

 

Impianti di videosorveglianza in condominio 

Quando l’installazione di impianti di videosorveglianza in condominio viene realizzata per fini    esclusivamente personali – e le immagini non vengono né comunicate sistematicamente a terzi, né tantomeno diffuse – non si applicano le norme generalmente previste dal Codice della privacy. Non sarà quindi, in questo caso, necessario segnalare l’eventuale presenza del sistema di          videosorveglianza con un apposito cartello. Rimangono però valide le disposizioni in tema di    responsabilità civile e di sicurezza dei dati.

Per non incorrere in sanzioni è fondamentale fare in modo che il sistema di videosorveglianza sia installato con l’obiettivo della telecamera posta di fronte alla porta di casa e che le riprese           riguardino esclusivamente lo spazio privato e non tutto il pianerottolo o la strada; allo stesso modo si dovrà limitare la sorveglianza al proprio posto auto e non a tutto il garage.

Nel caso in cui l’installazione dell’impianto di videosorveglianza in condominio sia realizzato per controllare le aree comuni, dovranno essere adottate tutte le misure e le precauzioni previste dal Codice della Privacy in tema di videosorveglianza. Tra queste trova applicazione, anche in ambito condominiale, l’obbligo di segnalare le telecamere con appositi cartelli ed il rispetto dei limiti di tempo per la conservazione dei dati raccolti di cui vi ho già parlato. Le telecamere dovranno riprendere solo le aree comuni da controllare (accessi, garage…), cercando il più possibile di evitare la ripresa di luoghi circostanti e di particolari irrilevanti (strade, edifici, esercizi commerciali ecc.). E’ infine importante che i dati raccolti (riprese, immagini) siano protetti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne consentano l’accesso alle sole persone autorizzate.

ATTENZIONE: IN PRESENZA DI DIPENDENTI E’ NECESARIO FARE RICHIESTA PER DTL (Direzione Territoriale del Lavoro)

Le aziende che occupano fino a 15 dipendenti e che intendano installare nei luoghi di lavoro un impianto di videosorveglianza hanno l’obbligo, sancito dall’art. 114 del D.Lvo N°196/2003 che richiama l’art. 4 della Legge N° 300/1970, di munirsi di apposita autorizzazione videosorveglianza per l’installazione ed l’utilizzo dell’impianto, rilasciata dalla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente per territorio, previa presentazione di apposita istanza. Secondo tale norma, nella fattispecie devono ricorrere esigenze organizzative e produttive ovvero di sicurezza del lavoro (da estendere anche al concetto di tutela del patrimonio). La richiesta va fatta, a cura del titolare dell’impianto, utilizzando (preferibilmente) l’apposito modulo messo a disposizione dalla DTL sul sito: www.lavoro.gov.it accedendo al link Uffici Territoriali. A conclusione delle relative valutazioni tecniche, effettuate sulla base della documentazione allegata all’istanza, l’Ufficio rilascia alla ditta il provvedimento di autorizzazione videosorveglianza, individuando, nello stesso, opportune condizioni di utilizzo del sistema che hanno potere vincolante per l’azienda.